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2019: Europa al bivio tra dissoluzione e rilancio?

3 gennaio 2019 | 11:40
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2019: Europa al bivio tra dissoluzione e rilancio?

In questo breve saggio Pietro De Sarlo ci offre un’interessante riflessione sull’attualità e il futuro dell’Europa legati al destino del Mezzogiorno d’Italia

Come mai l’economia tedesca è così forte?

Se lo si chiede a 10 persone diverse per ceto, cultura e intelligenza si corre il rischio che la quasi totalità di queste dia una risposta antropologica al quesito.

In realtà nel Nord Europa tedesco e nel nord della Francia e nei Paesi Bassi c’è una delle più elevate concentrazione al mondo di infrastrutture logistiche e di istituzioni politiche.

Nel giugno 1990 Helmut Kohl si trovò a fronteggiare l’unione tra la Germania Est e la Germania Ovest. Il divario economico e sociale dei due stati era di gran lunga superiore a quello tra il Nord e il Sud Italia. L’unificazione era peraltro osteggiata e vista con preoccupazione dagli altri leader europei dell’epoca (“Prenderanno più terra di Hitler” Francois Mitterrand; “Cantano Deutschland über alles, che orrore” Margaret Thatcher; “Amo così tanto la Germania che preferisco averne due”, Andreotti).

Kohl unificò la Germania con 5 mosse:

  • Convinse l’Europa che la riunificazione tedesca avrebbe europeizzato la Germania e non ci sarebbe stata la germanizzazione dell’Europa
  • Su questo presupposto ottenne la cancellazione dei debiti di guerra che, in base al trattato del 1953, l’Europa avrebbe potuto chiedere in caso di unificazione
  • Stabilì il rapporto di cambio 1 a 1 tra le monete delle due Germanie
  • Varò un colossale piano di infrastrutture per consentire pari opportunità ai cittadini tedeschi dell’Est e dell’Ovest finanziato tramite il ricorso al debito pubblico
  • E, soprattutto, con l’aiuto di Prodi rese la centralità fisica della Germania in Europa centrale anche dal punto di vista politico facendo allargare l’Unione anche ai paesi dell’Est Europa (quelli di Visegraad)

Ovviamente aveva contro tutti gli economisti di stampo neo liberista e gli adoratori del mercato come unico dio per regolare lo sviluppo e la vita umana.

I fatti ci dicono che il progetto di Kohl sia stato un pieno successo per lo sviluppo della economia e della nazione tedesca. Purtroppo sul primo punto si sbagliava. Non c’è stata la europeizzazione della Germania ma la Germanizzazione dell’Europa.

La centralità della Germania nella vita politica ed economica dell’Europa è un fatto e questa è la principale fonte della ricchezza di Germania e Olanda e della parte del Nord della Francia che confina con quest’area.

Un fiume di dollari e merci passa nel distretto portuale di Rotterdam e Anversa che, insieme ad altri due porti tedeschi nelle vicinanze sono ai primi 4 posti in Europa per traffico merci. Se si conta anche il vicino porto inglese di Felixstowe in quest’area transita il 73% delle merci dei primi 10 porti europei. Il 75% se si esclude Malta, che gode del traino fiscale. Nei porti del Mediterraneo transitano briciole. Tutte le merci che arrivano in Europa dall’America e dal Far East passano di là.

Nel quadrilatero Francoforte, Brussels, Lussemburgo e Stasburgo risiedono il Parlamento Europeo, la BCE, la Corte di Giustizia Europea e il Consiglio d’Europa. Indubbiamente i paesi del mediterraneo hanno negoziato male, malissimo, e a proprio sfavore persino le sedi delle principali istituzioni d’Europa.

La centralità politica e logistica significano sviluppo e ricchezza. Provo a chiarire l’affermazione con un esempio. Su una linea metropolitana che collega due periferie di una metropoli in quali fermate c’è il maggior flusso di passeggeri? Dove aprireste un bar o un’edicola o qualsiasi commercio?

La posizione geografica e logistica, come ci spiega Michael Porter nella sua mirabile opera “La stratega competitiva delle nazioni”, rappresenta uno dei fattori principali di sviluppo.

Tornando all’esempio della linea metropolitana aggiungere stazioni alla periferia conviene anche a chi sta al centro e togliere stazioni e, al limite, chiudere la metropolitana comporta disagio e perdita di passeggeri e conseguentemente di affari anche a chi sta in centro. Ma bisogna che le differenze e gli stili di vita tra il centro e la periferia siano contenute altrimenti il sistema non regge: periferie povere non portano flussi e traffici in centro.

L’Europa è un poco come una linea metropolitana? Verifichiamolo.

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