2019: Europa al bivio tra dissoluzione e rilancio?

In questo breve saggio Pietro De Sarlo ci offre un’interessante riflessione sull’attualità e il futuro dell’Europa legati al destino del Mezzogiorno d’Italia
Conclusioni
Fintanto che l’Europa non è niente altro che la sommatoria di singoli egoismi nazionali e fintanto che la Politica non recupera visione il percorso inerziale dell’Europa è verso la sua autodistruzione.
Questo non a causa dei sovranisti e i populisti. Fortuna che in Italia ci sono e che abbiano vinto le elezioni e fortuna che con la recente manovra il governo gialloverde abbia dato segnali in direzione di un riequilibrio sociale delle disuguaglianze. Se non ci fosse stato il ribaltone elettorale avremmo la rivolta sociale nelle piazze come in Francia.
Se l’Europa fallisce la causa principale risiede nel fatto che nessuno stato o unione tra stati può sopravvivere all’aumento vertiginoso delle disuguaglianze e della mancata redistribuzione delle ricchezze. Quando questo è avvenuto nella storia c’è sempre stata la rivolta e poi la rivoluzione.
Se al più presto non nasce una leadership europea che rilanci le ragioni dell’Unione e se il governo della “moneta senza stato” continuerà ad essere in mano a tecnici e senza una guida politica che trovi nel suffragio universale la propria legittimazione il rischio di implosione dell’Europa è enorme.
Nessuno si illuda che ci sia la praticabilità sociale e democratica per un governo tecnico filo tedesco o filo europeo e nessuno si illuda che il Paese si riconsegni nelle mani di Berlusconi o Renzi, ossia nelle mani di chi lo ha portato, numeri alla mano, sull’orlo dell’attuale baratro.
L’eredità dell’attuale governo è pesantissima. Se il nuovo governo gialloverde non mette mano senza timidezze a un piano di investimenti in infrastrutture fisiche, amministrative e culturali, specialmente al Sud e se non lo fa in tempi rapidi siamo condannati ad un declino più o meno rapido e più o meno tumultuoso.
Ringraziamenti
Ringrazio Affari Italiani, Basilicata24 e Scenari Economici per aver pubblicato questo mia saggio breve.
Pietro De Sarlo