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2019: Europa al bivio tra dissoluzione e rilancio?

3 gennaio 2019 | 11:40
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2019: Europa al bivio tra dissoluzione e rilancio?

In questo breve saggio Pietro De Sarlo ci offre un’interessante riflessione sull’attualità e il futuro dell’Europa legati al destino del Mezzogiorno d’Italia

Eppure la logica di Taranto è forte e stringente. Le nuove vie della seta passano invece dal Pireo che per essere collegato al resto d’Europa ha necessità di rimettere le merci su nave oppure deve aspettare la costruzione della nuova ferrovia che attraversa tutti i Balcani, un’area storicamente politicamente instabile. La sponda via nave del Pireo è, allo stato, Genova e Trieste. L’Italia del Sud con la sua portualità, Gioia Tauro è il primo porto merci italiano e il decimo in Europa, viene saltata e tutto il sistema portuale italiano degradato al ruolo di inutile comprimario.

La storia di Taranto e dei rapporti con la Cina può essere recuperata, occorrerebbe sottoporre ai cinesi un serio piano di infrastrutture che veda Taranto, Gioia Tauro e gli altri porti italiani al centro di una rete di trasporti in grado di connetterli ai corridoi europei.  Ma la tafaziana e complessata classe intellettuale della sedicente sinistra, tedescofona e razzisticamente anti meridionale, quando il nuovo governo gialloverde va in esplorazione in Cina non trova niente di meglio che strillare al tradimento dell’Italia nei confronti della politica europea. La Repubblica titola: L’Italia gialloverde e il Cavallo di Troia cinese per entrare in Europa  ( https://www.repubblica.it/economia/2018/10/21/news/italia_cina_cavallo_di_troia-209362805/).

Già, lo sviluppo dei porti italiani può entrare in competizione con il distretto portuale di Rotterdam – Anversa e quindi disturbare il manovratore tedesco. Ma anche questo è frutto di una visione miope perché lo sviluppo di un centro logistico al centro del Mediterraneo favorirebbe il riequilibrio verso l’alto di tutta l’economia europea, riducendo al minimo le aree marginali e periferiche verso cui redistribuire opportunità con decentramenti produttivi e amministrativi. Questo però presupporrebbe una visione politica lungimirante e vera fratellanza tra i popoli europei.

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