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Non si fa il vino dal fiasco. Provocazioni sullo sviluppo in Basilicata

28 agosto 2017 | 12:44
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Non si fa il vino dal fiasco. Provocazioni sullo sviluppo in Basilicata
Non si fa il vino dal fiasco. Provocazioni sullo sviluppo in Basilicata
Non si fa il vino dal fiasco. Provocazioni sullo sviluppo in Basilicata
Non si fa il vino dal fiasco. Provocazioni sullo sviluppo in Basilicata
Non si fa il vino dal fiasco. Provocazioni sullo sviluppo in Basilicata
Non si fa il vino dal fiasco. Provocazioni sullo sviluppo in Basilicata

Nessuna promessa è mantenuta, da decenni. Tutti i meccanismi di ridistribuzione della ricchezza sono in default. La povertà dilaga e con essa il disagio sociale, l’anomia, l’incertezza, la paura, la confusione. E sapete perché?

L’inganno e la fatica di Sisifo

A chi giova il fiasco? Lasciare credere che dal fiasco si fa il vino, serve alla politica del consenso da bancomat. Fabbricare fiaschi crea lavoro, temporaneo, e lascia credere che qualcosa stia cambiando, che le cose possono cambiare. Ma dietro a questa apparente benevolenza della congiuntura, si nasconde una “fatica di Sisisfo”. Considerati i risultati sul medio lungo periodo, il macigno torna sempre a valle.

E questo macigno è addossato sulle spalle del futuro che mai arriva. Nessuna promessa è mantenuta, da decenni. Tutti i meccanismi di ridistribuzione della ricchezza sono in default. La povertà dilaga e con essa il disagio sociale, l’anomia, l’incertezza, la paura, la confusione. E sapete perché?

Perché fabbrichiamo fiaschi e nessuno fa il vino. Che cosa rappresenta il vino in questa metafora? Tutti i processi sociali, culturali, economici individuali e collettivi necessari a creare le condizioni affinché i beni pubblici, i beni comuni, le opportunità vengano utilizzati da più gente possibile. E’ importante avere una scuola, ma è altrettanto importante fare in modo che in quella scuola i ragazzi ci vadano e siano capaci di ricavarne il massimo dei benefici.

Quindi il problema non è il punto di arrivo (il fiasco), ma il percorso dal punto di partenza a quello di arrivo (il vino). E’ importante avere una sala cinematografica (fiasco), ma se nessuno mi spiega che cos’è un film, come si fa un film, io non saprò apprezzare né usare la bellezza di una pellicola: io sono escluso da quella opportunità. Cultura (vino) in questo caso è capacità di amare il cinema, capacità che mi deriva dal fatto che qualcuno si è preoccupato affinché io amassi il cinema. Ciò significa insegnamento, educazione, laboratori, tempo, innovazione didattica e via dicendo. Investo su questo o sulla costruzione di una sala cinematografica?

Intanto che la sala esiste, qualcuno si preoccupa di riempirla? Intanto che l’asilo nido è stato costruito qualcuno si preoccupa di riempirlo? Intanto che la biblioteca e la libreria ci sono, qualcuno si preoccupa di mettere in campo azioni finalizzate all’incremento del tasso di lettura sul territorio? 

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