Trasporti ferroviari, la Basilicata di nuovo in blackout

2 aprile 2025 | 12:06
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Trasporti ferroviari, la Basilicata di nuovo in blackout

Mega (Cgil Basilicata): “Troppi i disagi, in gioco c’è il futuro e la credibilità della regione, oltre che l’uso dei soldi pubblici pagati dai contribuenti lucani”

“Dal primo aprile anche la tratta ferroviaria Potenza – Battipaglia è chiusa fino a luglio, aggiungendosi alla linea Potenza – Foggia già chiusa da tempo e senza prospettiva e alla quale dal 22 aprile seguirà la chiusura della Potenza – Taranto. Non crediamo che Zanardelli con la legge speciale del 1904 intendesse questo nel documento che seguiva il suo viaggio del 1902 e non crediamo che i lucani meritino di essere trasportati in pulmini senza poggiatesta e con le valige in mano per due ore e mezza per fare cento chilometri”. È la denuncia del segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega. “Già nel 2023 – prosegue – come Cgil contestammo la chiusura di tutte le linee ferroviarie della regione in estate, definendola il blackout della Basilicata. Iniziò così un braccio di ferro fra la Cgil e l’allora assessora alle Infrastrutture Donatella Merra sui termini del rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia chiedendo garanzie occupazionali, di produzione, di governance e di efficacia del servizio così come previsto dai trattati comunitari. L’assessora accolse le nostre proposte salvo poi essere sostituita dalla nuova assessora che firmò la resa incondizionata a Trenitalia senza nessuna garanzia per il territorio in termini di occupazione e produzione. Nonostante le rassicurazioni dell’attuale assessore al ramo, Pasquale Pepe, è dalla scorsa estate che sono riprese le continue chiusure delle diverse tratte, giustificate da un non meglio precisato adeguamento infrastrutturale che, in condizioni normali e in altri territori, avviene in esercizio e senza chiusure di linee. Il servizio regolare è ripreso in autunno con nuove chiusure nelle primavera in corso, in nome di un ammodernamento tecnologico infrastrutturale che, fra l’altro, non vedrà una chilometro di Alta Velocità usufruibile per i lucani.

La chiusura – prosegue Mega – è totale, ad eccezione della riapertura parziale della Potenza -Foggia limitata a Melfi con mezzi diesel che gireranno anche sulla Potenza – Taranto per fare rifornimento nonostante cinque mezzi Pop acquistati dalla Regione Basilicata e presentati in pompa magna e che, in questo periodo, gireranno altrove. Ma c’è di più. Il contratto di concessione che si è aggiudicato Trenitalia ai sensi del regolamento europeo 1370/2007 prevede il trasferimento del rischio operativo all’azienda e la compensazione della bigliettazione essendo il servizio sottoposto ad obbligo di servizio in base al TFUE. Il problema del rifornimento, che allora a Potenza prevedeva una refusa chiusa nel 2010 per un problema organizzativo aziendale, perché oggi determina una soppressione programmata di treni? Il compenso a Trenitalia è sempre lo stesso o l’uso dei pullman prevede un anomala sovracompensazione che va oltre quanto previsto dalla sentenza Altmark della Corte di Giustizia europea? Alla stipula del contratto il gruppo FS, l’assessore al ramo e il governo regionale erano già al corrente di questi disagi?

Queste – aggiunge – le questioni che poniamo all’assessore e agli organi competenti, perché in gioco c’è il futuro e la credibilità della regione oltre che l’uso dei soldi pubblici pagati dai contribuenti lucani. Il problema vero è che la Basilicata non ha una vera governance dei trasporti e i vari direttori risiedono in pianta stabile in Puglia, spesso incuranti dei problemi della Basilicata che viene vista come una colonia da presidiare, nell’indifferenza del governo regionale. Ci parlano di ammodernamento dell’armamento ferroviarie ma ci chiediamo come questa venga fatta sulla Foggia – Bari – Lecce – Taranto che, a nostra memoria, non è mai stata chiusa. Ciò accade perché l’assessore alle Infrastrutture della Regione Puglia non ne permette la chiusura, obbligando a realizzare i lavori in esercizio, dando quindi priorità alle prerogative di mobilità dei cittadini. Paghiamo lo scotto di una debolezza politica di una Regione senza autorevolezza, più impegnata a mantenere la maggioranza interna che a risolvere i problemi dei lucani e delle lucane”.