La Basilicata continua a spopolarsi mentre la fiducia nel futuro si consuma

1 aprile 2025 | 12:01
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La Basilicata continua a spopolarsi mentre la fiducia nel futuro si consuma
Foto di repertorio

Mega (Cgil Basilicata): “Scenario allarmante, dati sintomatici di una regione senza speranza e senza futuro”

“I dati Istat certificano uno scenario allarmante di una glaciazione demografica in Basilicata, al primo posto in Italia per spopolamento con meno 6,3 per mille residenti al primo gennaio 2025. Dati che sono sintomatici di una regione senza speranza e senza fiducia nel futuro. Servono con urgenza forti politiche strutturali per dare certezze soprattutto ai giovani: solide prospettive di lavoro e reddito, lavoro stabile e ben retribuito per consentire di formare una famiglia e decidere di avere dei figli in Basilicata, la certezza di una casa e di una rete di servizi per l’infanzia, a partire da asili nido diffusi nel territorio, accessibili e gratuiti”.

Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata Fernando Mega, che aggiunge: “Lo scenario prospettato esige una classe dirigente lungimirante, capace, credibile, ma soprattutto unita negli intenti e nei programmi, mettendo da parte ambizioni personali e mantenimento di poltrone. L’esatto opposto di quanto sta accadendo all’attuale governo regionale, dove in tre giorni la maggioranza di centrodestra apre la crisi per poi liquidarla in poche battute, raggiungendo accordi che sono puramente partitici, in una guerra politica in cui gli interessi dei cittadini e delle cittadine lucane vengono completamente trascurati.

E la Basilicata sprofonda in una crisi economica e sociale, che sarà ancora più evidente quando i dazi del governo Trump si ripercuoteranno ancora di più sul settore industriale e sull’automotive, già in ginocchio per l’assenza di adeguate politiche nazionali e internazionali. Meno popolazione – conclude Mega – significa meno scuole, meno giovani e più anziani, spesso soli e bisognosi di cure specifiche. Significa meno servizi e meno Pil. Invertire questa tendenza deve essere la priorità. Come sindacato mettiamo a disposizione i nostri referendum sul lavoro dell’8 e il 9 giugno: cinque sì per un lavoro più stabile, più sicuro e che dia certezze per il futuro e per dare finalmente la cittadinanza a milioni di stranieri nati nel nostro Paese”.