Cronaca di un tragico pasticcio |
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Perché è morta Rossella Mastromartino? Ecco la delibera che apre legittimi interrogativi

22 dicembre 2021 | 12:34
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Perché è morta Rossella Mastromartino? Ecco la delibera che apre legittimi interrogativi

Regione, Consorzio Industriale, dirigenti e nominati hanno il dovere di rispondere

Lei era Rossella Mastromartino, intorno alle 6 di sabato scorso, a fine turno, esce dalla fabbrica in cui lavora, nella zona industriale di Melfi, per tornare a casa. Quel tratto di strada, come altri là intorno, è senza illuminazione. Un autobus travolge la ragazza, che morirà dopo ore in ospedale. Le cause e la dinamica dell’incidente sono al vaglio degli inquirenti. Noi possiamo soltanto essere certi di un dato: su quella strada c’era buio, l’impianto di illuminazione non funzionava da tempo. Perché? Non abbiamo risposte, ma domande.

La manutenzione dell’impianto di illuminazione era considerata una priorità?

È il 16 novembre 2021, il Consorzio Industriale di Potenza, in liquidazione, approva una delibera, la n.66/21, che apre molti interrogativi. Si legge nella delibera: “a partire dall’entrata in vigore della legge Regionale della Regione Basilicata n.7 del 3 marzo 2021 i servizi di gestione e manutenzione delle aree industriali della provincia di Potenza sono affidati ad altro soggetto residuando in capo al Consorzio in liquidazione la sola attività volta ad assicurare interventi urgenti e indifferibili”. La legge regionale è quella che scioglie il Consorzio e istituisce il nuovo soggetto giuridico che accorpa i Consorzi di Matera e Potenza, Api-Bas.

Ebbene, quell’attività volta ad assicurare interventi urgenti e indifferibili è stata svolta? L’impianto di illuminazione delle strade nell’area industriale era considerato intervento urgente e indifferibile?

Chi doveva fare cosa?

Continuiamo a leggere la delibera: “a decorrere dalla data di costituzione della società a totale partecipazione pubblica Api-Bas è interdetta al Consorzio Asi di Potenza in liquidazione anche l’attività necessaria ad assicurare interventi urgenti ed indifferibili”. Api-Bas è stata nel frattempo costituita? Se sì, allora gli interventi urgenti e indifferibili sarebbero in capo alla nuova società. Se no, sarebbero ancora in capo al Consorzio Industriale in liquidazione. Chi nel frattempo ha provveduto a svolgere gli interventi di manutenzione? Il dubbio che nella confusione di un passaggio di funzioni qualcosa o qualcuno abbia lasciato un vuoto nella gestione è legittimo. In questo caso entrano in campo risposte che dovrebbe fornire la Giunta regionale e in particolare l’assessore Cupparo.

Tuttavia, nella stessa delibera scopriamo che è ancora tutto in capo al vecchio Consorzio almeno fino al 6 gennaio 2022 e comunque fino all’avvio effettivo delle attività affidate all’Api-Bas.

La delibera precisa vagamente che: “in tale periodo tali servizi essenziali, quale la custodia, vigilanza e cura minimale delle infrastrutture poste a servizio delle imprese insediate nelle nove aree industriali sono state, sia pure saltuariamente e senza titolo, svolte dall’impresa privata precedentemente affidataria del relativo appalto di servizi”. E l’impianto di illuminazione?

Un servizio pubblico essenziale garantito da chi?

Sono loro a dirlo nella stessa delibera: “trattasi comunque di un servizio pubblico essenziale che non si sottrae alla regola amministrativa della “continuità”. E aggiungono: “la stagione invernale e lo stato dei luoghi impongono, con estrema urgenza, non riconducibile alla responsabilità della stazione appaltante, la necessità di provvedere alla copertura, sia pure parziale e minimale di tali servizi (…)  “l’intervento è stato valutato necessario anche nel corso della riunione del 12 novembre 2021 presso la competente direzione generale della Regione Basilicata e il problema è stato messo in evidenza a più riprese come “questione sociale” dalla Prefettura di Potenza”. Chi ha controllato che “nell’estrema urgenza” qualcuno intervenisse a coprire quei servizi di manutenzione?

Il rischio di incidenti era noto. Qualcuno ha preso la faccenda sottogamba?

“In attesa di delibera di autorizzazione dell’Autorità Vigilante è compito dell’organo monocratico che governa il Consorzio ASI assumere, sotto riserva di provvedimento della Regione Basilicata, gli impegni necessari ad assicurare il minimo di misure indispensabili ad assicurare la gestione e manutenzione delle aree industriali di sua proprietà, anche ai fini di tutela e salvaguardia in caso di incidenti in dette aree”.

Chi ha in appalto la gestione dei servizi di manutenzione?

Lo leggiamo nella delibera: “Con scambio di note in data (nota del Consorzio ASI protocollo 4700 del 6 ottobre 2021 e risposta della ditta Giuzio S.r.l. n. 34/LA del 18 ottobre 2021) i termini essenziali del rapporto contrattuale sono stati definiti e che nel corso del rapporto potranno subire eque integrazioni ed aggiustamenti secondo necessità”.

Quindi si decide di “di dar corso a partire dal 15 novembre 2021 al rapporto contrattuale con l’impresa Giuzio S.r.l., che sarà regolato dai documenti allegati alla presente delibera nonché dai capitolati d’oneri redatti d’intesa tra le parti e comunque secondo equità e prassi locali”.

La ditta Giuzio, per il periodo maggio-ottobre 2020, avrebbe fatturato al Consorzio circa 200mila euro per i servizi di manutenzione. Risponde al vero? Se sì quali servizi ha garantito e chi ha controllato l’effettiva realizzazione dei lavori? Se sì, alla ditta Giuzio sono state pagate quelle fatture?

Qualcuno pagherà per la morte di Rossella? 

Il mancato funzionamento dell’impianto di illuminazione potrebbe essere anche la conseguenza di questioni non risolte con l’Enel? Nel caso, chi avrebbe dovuto risolverle? L’Api-Bas è stata costituita appena qualche giorno fa, quando sarà attiva? E nel frattempo, mentre il liquidatore liquida il vecchio consorzio chi fa che cosa e, soprattutto, chi controlla?

Dopo la morte di Rossella emergono soluzioni provvisorienell’attesa di rimettere definitivamente a posto l’impianto di illuminazione su quelle strade oggi maledette. Queste soluzioni provvisorie erano per caso improponibili prima che l’operaia morisse? Soluzioni provvisorie che, stranamente, non sono in capo al Consorzio in Liquidazione né in capo alla società che deve sostituirlo, Api-Bas. Non vi sembra che sia tutto un incubo, un pasticcio tragico consumato all’interno dell’amministrazione pubblica, della politica, dei dirigenti e commissari nominati dalla politica, in questi anni? Ricordiamo che il debito accumulato dal Consorzio in Liquidazione, nei confronti dei fornitori (anche l’Enel?) sarebbe di 18 milioni di euro. Di chi è la responsabilità di questo debito? E quante decine di milioni di euro i cittadini hanno dovuto sborsare per risanare ogni volta il bilancio di questo carrozzone?

Ci auguriamo che qualcuno paghi per la morte di Rossella. Ci auguriamo che i tempi dello scarica barile, dei sotterfugi burocratici, delle capriole giuridiche e dei cavilli salva condanna sia finito. Vogliamo essere ottimisti, ma certa gente, nonostante tutto, mantiene la sua danarosa poltrona e spesso fa anche carriera.