La via dello sviluppo oltre i sacerdoti del liberismo

In un mondo nuovo si combatte con nuove idee e nuovi stimoli e non con vecchie fallimentari ricette
Disturbo cognitivo
Se chiedete ad un liberale come mai in Germania e Olanda tutto funzioni a meraviglia vi risponderà che deriva dal fatto che loro seguono i dogmi della politica liberale e quindi dei tagli alla spesa. Se lo chiedete a un cittadino delle nostre periferie vi risponderà ‘perché qua magnano tutti e se magnano tutto’ specialmente lo Stato. In sostanza la stessa finezza di analisi. Valeva la pena sborsare tanti soldi per mandare i figli alla Bocconi?
Si crea così una ‘liason’ tra vittime e carnefice. Nella realtà delle cose i nostri sanitari con le risorse a disposizione, e dopo tanti tagli, fanno miracoli e gli applausi sono dovuti. Ma per i liberali ogni ritardo per un tampone o per un ricovero costituisce una dimostrazione che lo Stato non funzioni e quindi un ulteriore pretesto per affermare la necessità di tagliare la spesa pubblica che porterà ovviamente a ulteriori inefficacie. Qui c’è il disturbo cognitivo che ci spinge in un circolo vizioso in cui precipitiamo tutti. Invece di riformare lo Stato e l’amministrazione tagliamo fondi che rendono meno adeguata la P.A. Alla Posta c’è coda, tagliamo il personale e gli stipendi. Ovviamente il servizio peggiora e come soluzione tagliamo ancora personale e stipendi e diciamo, sia che siamo bulli di periferia sia che siamo professori alla Bocconi, lo Stato non funziona!
Fargli vedere che la realtà è diversa e che in realtà le cose funzionano meglio dove si spende di più e che dove si spende di più, come in Germania, è tutto da dimostrare che non ci siano sprechi, non serve. Quindi cercano i dati che gli fa più comodo e invertono le logiche.
La spesa sanitaria è funzione delle necessità dell’essere umano non dell’economia. L’economia deve dare risposte a come coprire le necessità del genere umano. Per loro invece è funzione di quello che ti puoi permettere. Per questo tutte le spese sono calcolate in incidenza sul PIL e non sul numero di cristiani, che è come dire i ricchi possono permettersi più dei poveri una buona sanità. Ma va? Non ci avremmo mai pensato, fortuna che questi signori con cotanto ingegno ci illuminano!
Ma non è questo che disturba. Quello che disturba è che non si tenga mai in considerazione l’idea che se si fa parte di una unica comunità, come si pretende sia l’Unione Europea, occorra stabilire quali siano i Livelli Essenziali di Assistenza per tutti i membri di questa comunità e quali politiche economiche siano più adeguate a riuscire in questo obiettivo. Se non si fa questo è giusto che ognuno vada per la propria strada, la comunità non esiste.
Ma il loro disturbo cognitivo impedisce di vedere i legami causa effetto. Per loro maggiori tagli producono migliori servizi e minor debito pubblico contro ogni evidenza e logica. Mah!
Fortuna che un minimo di sanità pubblica in Italia permanga nonostante loro. Nessuna sanità privata, vedi USA, è in grado di garantire risposte in una emergenza come questa. Almeno non abbiamo i senza tetto distesi nei parcheggi nel loro rettangolo disegnato in terra.
Speriamo di ricordarcene poi quando qualche altro sociopatico come Tobias Piller, Monti, Fornero, Giavazzi o Alesina ci vorrà spiegare come va il mondo.
Ragioni del successo della ideologia liberale
Friedman e la sua ideologia nascono nel periodo della guerra fredda, quando il mondo era diviso in due blocchi. C’era ancora l’illusione che il comunismo riuscisse a dare risposte agli esseri umani su come vivere in un mondo più equo e più giusto. Lo spirito dell’eguaglianza sociale si diffondeva anche negli USA. C’era necessità di una teoria economica che giustificasse le disuguaglianze come fattore di progresso per tutti. Una ideologia che giustificasse, sotto i crismi di una teoria economica, la ricchezza e lo sfruttamento. Una teoria che giustificasse l’egoismo sociale e lo sfruttamento di tutte le risorse umane e naturali. Nel 1976 Friedman riceve il Nobel. Uno dei più grandi, e pochi, abbagli di un organismo generalmente attento.
La lotta tra i liberali e i socialisti, e le sinistre in genere, fu spesso aspra: le visioni del mondo erano e sono inconciliabili.
Poi crollò il muro di Berlino e le sinistre ammutolirono di fronte all’evidenza dell’insuccesso del socialismo reale. Il pensiero liberale diventò dominante e senza più alcun argine dialettico e politico. Attecchì come la gramigna in tutta Europa, affascinò le sinistre e si diffuse specialmente nei paesi dove la cultura calvinista, che considera la povertà una colpa, era ed è più radicata.
Tutti ne paghiamo ora le conseguenze e queste saranno sempre più serie se non faremo rapidamente un bagno di realtà.
Teorie alternative per capire la via dello sviluppo
Ma allora perché i paesi del Nord Europa si sviluppano di più?
Per capirlo occorre trovare nuovi paradigmi e nuovi strumenti di analisi e di soluzione. Il pragmatismo di Esther Ruflo, per esempio. Oppure nella geopolitica. Per me c’è un testo chiave che andrebbe studiato da tutti i politici ed è ‘La strategia competitiva delle nazioni’ di Michael Porter, a cui mi sono rifatto innumerevoli volte, e per la sua genialità meriterebbe una decina di Nobel.
Per chi ne ha voglia può consultare il mio saggio sull’Europa dove descrivo le soluzioni possibili allo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia.
Purtroppo è molto più facile ricorrere ai luoghi comuni dei tagli alla spesa e del rigore. Per capire cosa fare e le cause profonde della crisi occorre studiare ma non basta. Occorre anche cuore e intelligenza e fantasia. In questo dominio di cultura liberale si riesce solo a produrre il piano Provenzano per il Sud: pura anoressia mentale.
In un mondo nuovo si combatte con nuove idee e nuovi stimoli e non con vecchie fallimentari ricette.
Pietro de Sarlo
Chi è al link
Dedico questo articolo alla memoria di Antonio Nicastro vittima del Covid – 19 e di altro