Basilicata. Alta tensione nell’eolico selvaggio. Il gigante Terna S.p.a. mostra i piedi di argilla






Il Tar respinge, in parte, il ricorso del colosso dell’energia elettrica contro il Comune di Oppido Lucano. Impianti eolici a rischio
I lavori ad autorizzazione scaduta
Tuttavia, nonostante la strana clausola, nel giugno del 2018, i Comuni di Tolve e Oppido a seguito di istanze dei cittadini hanno dovuto obbligatoriamente emanare ordinanza di fermo dei lavori. Il Comune di Oppido ha in seguito, come per legge, anche emanato un’ordinanza di demolizione delle opere realizzate successivamente alla scadenza dell’autorizzazione. Ordinanze necessarie in quanto si sarebbe trattato di lavori abusivi poiché la Regione Basilicata aveva finalmente negato a Terna spa la proroga dell’autorizzazione, scaduta. Proroga negata perché non di competenza della Regione l’autorizzazione già rilasciata a suo tempo. L’autorizzazione era scaduta nel marzo 2018, ciononostante Terna proseguiva i lavori almeno fino a giugno 2018.
Ad ogni modo dal giugno 2018 i lavori per l’elettrodotto sono fermi ma quelli per il raddoppio della stazione elettrica di Genzano sono proseguiti e non sappiamo con quale autorizzazione. Intanto, per quanto in nostra conoscenza, il Comune di Tolve, nell’udienza del 20 febbraio chiede la cancellazione della causa a ruolo per non perdere i soldi ricevuti da Terna a titolo di compensazione. Il Comune di Oppido, invece, si costituisce in giudizio.
La decisione del Tar
Il Tar nell’udienza del 2 ottobre scorso ha dato ragione al Comune di Oppido Lucano sull’ordinanza di sospensione dei lavori ma non sulla demolizione delle opere realizzate. Il tribunale amministrativo ha deciso di attendere la risposta della Regione Basilicata sulla proroga richiesta da Terna nel gennaio 2018, prima di esprimersi sulla demolizione. Se ci sarà la proroga niente demolizione. Intanto la decisione del Tar ha conseguenze su almeno 24 impianti da 64 MW, interessi da milioni di euro, che al momento restano senza connessione alla rete elettrica.
Ma come farà la Regione a concedere un’altra proroga, considerate tutte le gravi criticità che attraversano le procedure per la realizzazione dell’elettrodotto? Anzi, viste le premesse il Tar dovrebbe annullare le precedenti autorizzazioni ex art 11 comma 5 TU 152/2006.
Gli interessi in gioco sono vasti e forti. C’è persino l’interesse di Stato. Stato che chiede ai cittadini il rispetto delle leggi con pesanti sanzioni civili e penali e a volte si dimentica di chiederlo a se stesso.