Potenza, smog nei limiti, rumore fuorilegge

27 febbraio 2014 | 12:32
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Potenza, smog nei limiti, rumore fuorilegge
Potenza, smog nei limiti, rumore fuorilegge
Potenza, smog nei limiti, rumore fuorilegge
Potenza, smog nei limiti, rumore fuorilegge

Inquinanti sotto i limiti di legge, ma decibel “fuorilegge” anche in aree sensibili come nei pressi degli istituti scolatici. Traffico intenso in città con un parco auto sempre più vecchio: Potenza si salva grazie alla conformazione geografica, piuttosto che grazie a politiche di mobilità urbana e sicurezza stradale che Comune e Regione sarebbero chiamati ad attivare e promuovere. E’ questa l’istantanea scattata dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Il bilancio finale della terza tappa del tour 2014 del convoglio ambientalista è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Serena Carpentieri, responsabile Treno Verde di Legambiente; Alessandro Ferri, presidente del circolo Legambiente Potenza e Luca Ricciardi, responsabile laboratorio qualità dell’Aria di Italcertifer. Il monitoraggio è stato effettuato dal Laboratorio Mobile Qualità dell’aria di Italcertifer, per 72 ore consecutive, in viale Firenze, all’altezza del civico 13. Oltre ai valori del PM10 e benzene, sono state raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono. Un ulteriore impianto fisso per il monitoraggio dell’inquinamento acustico è stato allestito al civico 17 di via Di Giura. Da quest’anno il Treno Verde tiene sotto osservazione anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente. “La fonte di immissione degli inquinanti è risultata costituita principalmente dal traffico stradale nella zona in indagine – commenta Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio qualità dell’Aria di Italcertifer – di intensità e distribuzione oraria variabile. La circolazione di autoveicoli è stata più intensa nelle ore di punta (dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 20) ed in corrispondenza dell’orario di uscita dalle scuole, minore nelle ore pomeridiane. A fronte di una immissione di inquinanti non particolarmente rilevante, se non in alcune ore del giorno, c’è da sottolineare che le condizioni meteo sono state generalmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti. In particolare la bassa pressione ha favorito un miglioramento dello stato della qualità dell’aria. Nella serata di tutti i tre giorni di campionamento, al diminuire della ventilazione si siano registrati i valori maggiori di concentrazione di tutti gli inquinanti, in particolare per quanto riguarda il PM10 e il benzene. Resta, però, critica l’istantanea scattata per l’inquinamento acustico, sempre al di sopra la soglia nei tre giorni di monitoraggio”. I rilevamenti del laboratorio mobile hanno, infatti, registrato una situazione di criticità per quanto riguarda l’inquinamento acustico, con decibel “fuorilegge” anche in zone che dovrebbero essere considerate più protette come quelle in corrispondenza delle scuole. Durante i periodi diurni i valori dell’inquinamento acustico si mantengono di poco al di sopra del limite, mentre nel periodo notturno lo sforamento dei limiti di legge è stato di 6 dB(A). In Via Di Giura, per la presenza della scuola, la situazione è molto critica di giorno in quanto lo sforamento dai limiti è di oltre 15 dB(A) mentre nel periodo notturno la situazione è appena sopra il limite di legge. “Contravvenendo a quanto da anni impone la legge, il Comune di Potenza non si è mai dotato di un piano di zonizzazione acustica – commenta Serena Carpentieri, responsabile del Treno Verde – Una situazione che si riscontra in tutta la regione, visto che nessun comune risulta dotato di questo importante strumento. Questo, nonostante, sempre un maggior numero di studi stanno dimostrando che il rumore non è solamente un disturbo ambientale ma rappresenta anche una minaccia per la salute pubblica. Anche il rumore è causato principalmente dalla forte presenza in città delle automobili, protagoniste indiscusse della mobilità urbana in questa città. Per questo chiediamo al Comune di approvare al più presto una classificazione acustica e avviare azioni a tutela della salute dei cittadini, dall’ampliamento delle zone a traffico limitato alle aree pedonali”. Un ulteriore monitoraggio degli inquinanti atmosferici è stato poi eseguito passeggiando per le vie della città grazie a uno strumento, messo a disposizione da Italcertifer, in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili, simulando, quindi, i livelli di inquinamento che si “respirano” muovendosi. L’esperimento è stato condotto nel pomeriggio del 24 febbraio dalle ore 12.30 alle ore 14.30 (partendo da viale Firenze, passando per via Lazio, via Cavour e ritornando al punto di partenza da Viale dell’Unicef) e facendo registrare due medie orarie di PM10 pari a 24 µg/m3 per la prima ora e 10 µg/m3 per la seconda. Durante la sosta del Treno Verde, alcuni volontari di Legambiente hanno, infine, monitorato la velocità media delle automobili in prossimità delle scuole potentine, proprio per testare il grado di sicurezza di queste aree e per verificare il rispetto degli automobilisti del limite di 30km/h. In poco più di un’ora durante la mattina del 25 febbraio, in Via Lazio davanti l’Istituto Istruzione Superiore Nitti, sono passati più di 150 veicoli che hanno fatto registrare una media di 45km orari contro i 30 consentiti nella zona. “I 30 chilometri orari sono il limite di velocità che le auto non dovrebbero superare in queste aree, in attesa che la sicurezza reale di bambini e ragazzi possa essere garantita dalla chiusura al traffico in orari di entrata e uscita da scuola – sottolinea Alessandro Ferri, presidente del circolo Legambiente di Potenza – Solo in questo modo si possono educare le nuove generazioni alla mobilità dolce per garantire loro una qualità di vita migliore e, in generale, per ridurre i rischi legati agli incidenti sulle strade, dato in forte correlazione con la velocità. L’istituzione della zona 30 da Parte del Comune è sicuramente un segnale per la tutela degli studenti ma questo deve essere accompagnato da un controllo più rigido e da ulteriori azioni a tutela della sicurezza dei cittadini, insieme a un piano di mobilità sostenibile, a partire dagli istituti scolastici”. Il problema principale della città, come si diceva, resta la grande presenza di autovetture private. Sostanzialmente il mezzo di gran lunga preferito dai potentini per spostarsi: un dato confermato dal dossier “Ecosistema Urbano” di Legambiente (XX edizione dati 2012) che vede la città di Potenza tra quelle con il più alto tasso di motorizzazione auto in Italia: 72 auto circolanti ogni cento abitanti. Si aggiunge a questo scoraggiante dato che, nel solo 2011, ben il 57,3% delle autovetture circolanti a Potenza avevano un età pari e superiore agli 8 anni. Negli ultimi dieci anni la situazione è andata via via peggiorando e questo è un fattore da tenere in considerazione rispetto all’incidenza degli inquinanti. Nella classifica nazionale, su dati 2011, Potenza si posiziona al 92esimo posto su 116 capoluoghi di provincia italiani. Auto più vecchie che sono indubbiamente più inquinanti rispetto ai modelli in commercio nell’ultimo periodo. Da segnalare inoltre come se nei mesi invernali scatta l’emergenza smog, i mesi più caldi sono caratterizzati dalle elevate concentrazioni di ozono nell’aria: Potenza si piazza, secondo i dati raccolti dal dossier “Mal’aria 2013” al terzo posto in Italia dietro Mantova e Vercelli con ben 89 giorni di superamenti dei valori di ozono, superando per ben tre volte la soglia prevista dalla normativa (25 giorni). Se il Comune fa poco per cambiare le abitudini dei potentini ancora schiavi dell’auto privata, la Regione Basilicata di certo non incentiva i lucani a utilizzare altri tipi di trasporto, a partire dal treno. Alle Regioni spetterebbe, infatti, il compito più delicato nel garantire la qualità del servizio di trasporto ferroviario pendolare. Perché sono loro a definire il Contratto di Servizio con i gestori dei treni e a individuare i capitoli di spesa nel proprio bilancio per aggiungere risorse a quelle statali per potenziare il servizio (ossia più treni in circolazione) e per il materiale rotabile (dunque i treni nuovi o riqualificati). La Basilicata destina appena lo 0,26% del proprio bilancio regionale al servizio ferroviario pendolare 2013 che si trasforma quotidianamente nelle odissee che i pendolari sono costretti a vivere. Uno degli esempi definito tra i più drammatici in Italia nel dossier “Pendolaria 2013” di Legambiente riguarda proprio la Basilicata, dove per muoversi tra i due capoluoghi di Provincia, Potenza e Matera sono necessari 2 cambi (a Foggia e Bari) ed un tempo di percorrenza che sfiora le 7 ore, per una distanza di circa 100 km, a una media oraria di 14,5 km/h. La linea Potenza-Salerno, tratta utilizzata da migliaia lavoratori e studenti, è quella che ha subito tagli sempre più frequenti negli ultimi anni.